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Se state pensando che vi ritroverete seduti sulle poltrone di un teatro ad osservare un’Odissea già conosciuta, sappiate che vi state sbagliando.

Ricredetevi, gli “eroi” sono cambiati.

 

La storia

“O disse A Te” è la storia di chi rimane, di Telemaco. Di chi aspetta ed è solo come un cane, anzi solo con un cane. Argo. Che, poi, a dirla tutta, non è neanche  il suo cane ma quello del padre, quello di Ulisse.

Ma perché scavare nelle memorie di Telemaco?
Quale interesse c’è nel conoscere il punto di vista del figlio di un eroe?

Telemaco è la perfetta rappresentazione del “nuovo eroe”, di tutti coloro che ogni giorno combattono a suon di resilienza.

Resilienza.

Una parola cardine di questo spettacolo che crea un connubio tra passato e presente; la capacità, la forza e la volontà di risalire e di lottare.

 

Telemaco è uno e siamo tutti noi

Un uomo che si ritrova ad affrontare un passato di fantasmi dovuti all’assenza di un padre dal nome importante. Il distacco di una figura che, dopo avergli aperto una strada, si allontana senza spiegargli come percorrerla.

Ognuno di noi ha un Ulisse nella sua vita ed è per questo che ognuno di noi potrà ritrovarsi nel monologo di Telemaco, interpretato da Fabrizio Stasia, in questa rappresentazione.

Quando ogni giorno ci soffermiamo sui nostri impegni, sui nostri problemi e cerchiamo una soluzione per risolverli, è lì che stiamo mettendo in atto la nostra resilienza, che stiamo affrontando la nostra odissea contemporanea e il nostro percorso sostituisce il “Cammino dell’Eroe”, che tanto era caro al grande Omero.

 

Lo spettacolo teatrale

Telemaco ci racconterà il suo cammino, il modo tutto suo di provare a essere un eroe.
Per sé stesso? Per gli altri?
Questo lo scopriremo solo una volta seduti sulle poltrone del Teatro Gobetti domenica 14 aprile alle 15.30 e lunedì 15 aprile alle ore 19.30.

Per enfatizzare ancor di più il monologo, le autrici Giulia Bavelloni e Chiara Lombardo hanno deciso di accompagnarlo con le musiche di Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore, in arte “Minus and Plus”.

Le musiche e i suoni interagiranno con lo spettacolo, amplificando ancor di più le emozioni che ci verranno raccontate da Telemaco, accompagnando con le giuste note le sue sensazioni e coinvolgendo lo spettatore al cento per cento.

Avremo modo di osservare da vicino lo studio di un modello passato, una critica al presente e una speranza nei confronti del futuro, che ci faranno alzare da quelle poltrone con in testa una sola frase: “NO, NON SONO ULISSE”.

Un’affermazione che nel processo creativo di questo spettacolo è stata un peso da novanta per il progetto.

E ora tocca proprio a te che stai leggendo: non ti resta che prendere un biglietto acquistandolo online, telefonicamente o in biglietteria, segnare la data sul calendario e ricordare che non sarai l’unico Telemaco della sala; lo saremo tutti.