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Il progetto

Quando nasce uno spettacolo Municipale Teatro attraversa una prima fase di ricerca drammaturgica, uno step esplorativo che si compone di interviste e di giornate di laboratorio con professionisti della scena.
Una fase che vede momenti di confronto aperti anche a spettatori e momenti in sala prove in cui ci si confronta sui diversi passaggi di scrittura e ri-scrittura.

È stato proprio così per lo spettacolo O disse A Te, nato nell’ambito del bando “Generazione Creativa- Scene allo sBando” promosso da Compagnia di San Paolo.

Le produttrici, Giulia Bavelloni e Chiara Lombardo, si sono impegnate nella realizzazione di un progetto che arrivasse al cuore della gente, permettendo una riflessione introspettiva non indifferente.
Scrivendo lo spettacolo è nata la collaborazione con lo studio MYBOSSWAS, al quale Giulia e Chiara si sono affidate per la realizzazione della videoscenografia, e con Minus and Plus per la composizione ad hoc della ‘scatola sonora’, dei brani musicali.

Inizialmente l’intento era quello di raccontare, attraverso un monologo, la storia di un Ulisse moderno. Poi, col tempo e con la ricerca, il progetto ha visto un’importante evoluzione e si è arrivati a raccontare un personaggio tutto diverso, nascosto nelle retrovie: Telemaco, TE.

 

L’indagine

Partendo dalle strade del quartiere San Salvario di Torino, e raggiungendo poi diverse altre zone della città, le autrici si sono avventurate in un’indagine ricca di interviste e profonde conversazioni per capire quando, al giorno d’oggi, le persone si rispecchiano nel personaggio di Ulisse.

Coloro che sono stati intervistati davanti alle domande: “Ti senti Ulisse? Quando?”, hanno nella maggior parte dei casi risposto: “No, non mi sento e non sono Ulisse”.

Tale risposta inaspettata ha permesso di mettere a fuoco una qustione rimasta a margine nel progetto iniziale delle autrici: l’uomo non riesce più a identificarsi nei panni dell’eroe che compie missioni epiche ma –sempre più spesso- rivede se stesso nei panni di chi aspetta, spera e prova a stare. Prova a resistere.

Ecco apparire, così, un nuovo personaggio, un nuovo protagonista: non più Ulisse ma Telemaco.
Telemaco che si ritrovava ad affrontare problemi di vita reale, insicurezze e paure.

 

Resilienza

Un concetto cardine del progetto è certamente quello di resilienza, ovvero la capacità di riprendere in mano la situazione e rialzarsi anche di fronte ai problemi più imponenti.

Se in prima battuta l’intenzione era quella di associare il concetto di resilienza al forte spirito di Ulisse, dopo l’indagine era chiaro che ci fosse molta più affinità con il personaggio del figlio che deve trovare il modo di prendere le redini in uno stato di blocco permanente.

 

Un viaggio condiviso

Dall’indagine e dalle interviste è quindi nato lo spettacolo che è raggiungimento di una meta dopo un vero e proprio viaggio condiviso con persone, territori e comunità diverse (San Salvario, la Circoscrizione, la Rete delle Case del Quartiere, le scuole e i ragazzi del territorio, il CineTeatroBaretti).

Ora, se anche voi alla domanda dell’intervista avreste risposto “No, non sono Ulisse”, siete gli spettatori adatti per O disse A Te, che vi aspetta al Teatro Gobetti domenica 14 aprile alle 15.30 e lunedì 15 aprile alle ore 19.30.

Per partecipare vi basterà acquistare un biglietto e sedervi ad ascoltare e osservare una storia che vi coinvolgerà molto più di quanto immaginiate.